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costituito da:
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Pre-Processore
Il modello strutturale viene definito partendo dall'inserimento dei nodi (intersezione degli assi baricentrici degli elementi) ed inserendo, successivamente elementi, carichi, vincoli, ecc. Sia per i nodi che per elementi, carichi, ecc., vengono forniti comandi, tutti con funzionalità di "undo", che consentono la generazione automatica e che permettono di modificare, cancellare, duplicare quanto fatto automaticamente rendendo estremamente rapido l'input di strutture anche molto complesse. L’input di un modello o di una sua parte può avvenire anche dalla lettura di un file DXF. Gli elementi finiti sono posizionabili, nel piano come nello spazio, con la più completa libertà geometrica strutturale. Qualsiasi tipo di schematizzazione è pertanto possibile, potendo tranquillamente coesistere elementi monodimensionali con elementi bidimensionali.La possibilità di definire delle viste da richiamare (porzioni di geometria di uso frequente) rende veloce la gestione anche delle strutture complesse e nuovi tool di generazione di mesh di elementi finiti (mesh a doppia curvatura o tramite b-spline) ampliano le possibilità di modellazione strutturale.
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Carichi
L'input
dei carichi avviene per via grafica con un controllo sia grafico che
alfanumerico del valore dei dati immessi.
Tutti i carichi possono essere assegnati nel sistema di riferimento globale
della struttura (eventualmente tenendo conto del fatto che l'elemento
inclinato), in quello locale dell'elemento o dell'area di carico e possono
agire in una qualsiasi direzione X, Y, Z.
I carichi applicabili alla struttura sono:
Di tipo puntuale (carichi nodali):
Di tipo lineare (applicabili agli elementi pilastri, travi, travi di Fondazione):
Di tipo superficiale (applicabili agli elementi bidi-mensionali a 3, 4, 8 nodi):
In questo caso le "Aree di Carico" generate dall'utilizzatore
fungono da supporto topologico, in quanto individuano i perimetri ovvero
gli elementi perimetrali caricati, e fungono da database delle varie tipologie
di carico applicate, distinte per condizioni di carico, modalit di trasferimento
dei cariche agli elementi di bordo ecc.
Una volta individuate le "Aree di Carico" il programma trasmette agli
elementi perimetrali i carichi agenti nelle varie condizioni di carico
provvedendo al loro aggiornamento sia a fronte di variazioni della loro
intensit o distribuzione, sia a variazioni della topologia dell'area
di carico stessa. La distribuzione dei carichi pu, inoltre, essere monodirezionale
o bidirezionale.
Vincoli Interni ed Esterni
Il vincolamento esterno della struttura è assegnabile
direttamente ai nodi bloccando o meno le sei componenti di spostamento.
È anche possibile inserire dei vincoli tra i nodi (relazione tra
i gradi di libertà dei nodi coinvolti) del tipo master-slave per
condizionare gli spostamenti relativi ammessi. Per elementi beam (pilastri,
travi) o biella, è possibile definire la proprietà di incompressibilità
(unilateralità degli sforzi).
Questa proprietà, accompagnata ad un’analisi (vedi Codice
di Calcolo) che la sfrutti, consente di analizzare in modo accurato la
deformabilità, oltre che il regime statico, di sistemi costituiti
da elementi che, ad es. per la loro snellezza, l’operatore ritenga
inaffidabili se soggetti a compressione. È possibile assegnare,
sempre con continuità, il grado di vincolamento interno dell’asta
ai nodi terminali, nei riguardi della rigidezza assiale, flessionale e
torsionale. (es. capriate bullonate, cerniere semirigide ecc..)
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Caratteristiche Geometriche e Meccaniche
L'inserimento
delle caratteristiche inerziali delle sezioni trasversali degli elementi
semplificato
Le sezioni non direttamente contemplate sono definibili assegnando: area, momenti d'inerzia e fattori di taglio. L’associazione di differenti materiali alle sezioni consente di analizzare anche strutture miste Acciaio, Calcestruzzo, Legno ecc.. Nei ‘modelli strutturali’, prototipi impiegati per generare un nuovo progetto, l’utente può pre-impostare le sezioni, i materiali, le tipologie di carico di uso più frequente, a partire da strutture da lui stesso già calcolate, così da evitare l’introduzione di dati ripetitivi.
Elementi Finiti
Viene utilizzato l'elemento beam per schematizzare
travi e pilastri. Nella definizione della matrice di rigidezza si tiene
conto della deformabilità a taglio dell'asta o della presenza di
vincoli di estremità cedevoli flessionalmente (vedi Vincoli). L'interazione
suolo-struttura è realizzata mediante plinti, travi di fondazione,
platee poggianti su terreno alla Winkler e pali o gruppi di pali. L’elemento
finito tipo truss (biella) consente di modellare:
Codice di Calcolo
Il
Codice di Calcolo esegue analisi statiche e dinamiche, ed è in
grado di eseguire differenti tipi di calcolo in accordo con la Normativa
vigente.
Le modalità di analisi strutturale previste sono:
Queste ultime tre modalità possono coesistere in tutto o in parte.
L'esecuzione del calcolo può essere seguita a video
tramite l'echo di dati riguardanti il suo svolgimento quali: numero di
equazioni in soluzione, numero di blocchi della matrice assemblata, numero
di blocchi in fattorizzazione ecc... Eventuali blocchi (matrice non definita
positiva, labilità, ecc.) che possono portare ad una prematura
interruzione del calcolo sono sempre e comunque segnalati dal solutore.
Controlli preliminari in fase di Pre-Processore, segnalano le incongruenze
macroscopiche presenti.
La scelta dei modi di vibrare utilizzati per le analisi dinamiche può
dipendere, oltre che dal metodo di analisi (metodo di Ritz o metodo standard),
anche dalla direzione di ingresso del sisma, essendo subordinata alla
individuazione dei massimi effetti sulla struttura (massimizzazione della
Massa Modale Efficace coinvolta per la direzione di ingresso del sisma).
In ogni caso il solutore considera, per ogni direzione di ingresso del
sisma, almeno 3 modi principali per ogni componente di spostamento globale
(in funzione della memoria RAM presente e della versione del programma).
Post-Processore
Il
Post-Processore consente di visualizzare tutti i risultati del calcolo
relativi al complesso strutturale o a parte di esso.
Oltre ai classici comandi di graficizzazione dei diagrammi relativi alle
deformate (statiche, dinamiche ed animazioni) ed alle sollecitazioni (sforzi
normali, tagli, momenti, tensioni, tensioni principali) relativi alle
combinazioni di carico definite o al loro inviluppo, sono a disposizione
una serie di comandi che consentono di controllare la corretta definizione
dei dati di input (reazioni dei nodi vincolati, controllo a posteriori
delle azioni di piano dovute ad azione sismica, controllo della simmetria
strutturale ecc..) e la validità delle soluzioni strutturali adottate
in maniera veloce e consistente.
Tali visualizzazioni (amplificate o ridotte di un opportuno fattore di
scala gestito dall'Utente) possono avere, inoltre, immediato riscontro
nei risultati numerici relativi ad ogni diagramma presentato su video.
Molte informazioni rapide sono reperibili con il puntatore del mouse che
permette di leggere al volo i dati disponibili su un elemento o l’ordinata
in un punto di un diagramma.
Tutto quanto è rappresentato a video è facilmente esportabile
in altri applicativi come immagini (per esempio in editor di testi come
MsWord©).
Stampe
Viene compilata la relazione di calcolo che conterrà i dati di input (geometria, carichi, vincoli, sezioni, materiali, tipo di calcolo ecc.) ed i dati di output (deformazioni, sollecitazioni, tensioni, ecc.). A discrezione dell’Utente, è possibile selezionare le voci di stampa in funzione dell'utilizzo che si intende fare del documento. L’output, inizialmente creato in formato HTML così da poter essere visualizzato nel modo più comune possibile, può essere reindirizzato su file di testo ASCII, su file in formato RTF o direttamente esportato verso MsWord©.I dati di input ed i risultati di output possono essere esportati in formato MsAccess© così da poter essere impiegati da altri codici o in altre elaborazioni (ad esempio analisi particolareggiate di elementi di fondazione). Qualora si sia svolta l’analisi spettrale della struttura è inoltre possibile, nel post-processore, condurre delle analisi in dominio del tempo assogettando la struttura sia a forzanti dinamiche che ad accelerogrammi. Una volta eseguita l’analisi è possibile interrogare il modello per ottenere oltre all’andamento temporale degli spostamenti/velocità/accelerazioni dei nodi anche l’evolversi delle sollecitazioni all’interno dei vari elementi presenti nel modello con immediata indicazione del valor medio, varianza minimi e massimi delle grandezze oggetto di analisi.Tali analisi tengono conto degli eventuali dissipatori introdotti sulla struttura (vedi elementi truss). La struttura può inoltre essere assogettata a carichi mobili variabili sia nello spazio che nel tempo.
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